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L'IRGC minaccia l'espansione della geografia della guerra in risposta a potenziali attacchi statunitensi
PUBBLICATO: 22 set 2026 22:12Z · LINGUA: IT
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha lanciato un severo avvertimento: ogni ulteriore aggressione militare da parte degli Stati Uniti o di Israele innescherà un cambiamento fondamentale nell'ambito del conflitto. Il portavoce dell'IRGC, il Generale di Brigata Hossein Mohebbi, ha dichiarato che l'Iran è preparato per una guerra prolungata e risponderebbe a nuovi attacchi espandendo la 'geografia della guerra', schierando armi strategiche precedentemente non rivelate e colpendo siti non ancora colpiti. Questa dichiarazione segue le recenti retoriche di alto livello del Presidente Trump riguardo a potenziali opzioni militari contro l'Iran e le crescenti tensioni regionali, inclusi gli incidenti marittimi nello Stretto di Hormuz e le escalation guidate dagli Houthi in Yemen.
// Contesto
L'attuale conflitto tra Stati Uniti/Israele e Iran è iniziato a fine febbraio 2026. Le tensioni sono state caratterizzate da scambi di missili e droni, un blocco de facto dell'Iran nello Stretto di Hormuz e blocchi navali statunitensi dei porti iraniani. Il conflitto ha coinvolto attori regionali, the Houthi in Yemen, e ha portato al targeting di basi militari statunitensi in tutto il Medio Oriente.
// Sviluppi chiave
- Il portavoce della Guardia rivoluzionaria islamica (IRGC) Hossein Mohebbi ha avvertito che un nuovo attacco comporterebbe cambiamenti significativi nella strategia di difesa e di contrattacco dell'Iran.
- L'Iran sostiene di aver identificato nuovi obiettivi strategici e di possedere sistemi d'arma avanzati e non ancora rivelati pronti per il dispiegamento.
- L'IRGC afferma che gli Stati Uniti hanno subito una sconfitta strategica 'storica e umiliante', citando l'incapacità di riaprire lo Stretto di Hormuz e la vulnerabilità delle basi militari statunitensi nella regione.
- L'Iran sostiene di non avere canali di comunicazione diretti o indiretti con gli Stati Uniti, sottolineando che l'IRGC non si occupa di diplomazia.
- L'IRGC distingue tra gli stati regionali confinanti e le forze militari statunitensi stazionate in essi, affermando che gli attacchi sono diretti solo contro installazioni militari straniere.
- Il presidente Trump ha dichiarato di essere in 'modalità decisionale' riguardo alle alle opzioni per l'Iran, che vanno dalla pressione economica agli attacchi militari.
// Cronologia
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La seconda campagna militare statunitense-israeliana contro l'Iran ha inizio.
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Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti emette avvisi di sicurezza per gli americani in tutto il Medio Oriente, citando una potenziale escalation.
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Il Presidente Trump indica di essere in 'modalità decisionale' riguardo a una potenziale azione militare contro l'Iran.
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Il portavoce dell'IRGC, Hossein Mohebbi, avverte pubblicamente che qualsiasi nuovo attacco comporterà un'espansione della geografia della guerra e l'uso di nuovi armamenti.
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Duegli due cartiere commerciali sono state colpite da proiettili nello Stretto di Hormuz.
// Prospettive
[IRGC (Iran)]
Considera il conflitto come una guerra continua e a lungo termine in cui l'Iran ha ottenuto la superiorità strategica esponendo le vulnerabilità militari e di intelligence degli Stati Uniti.
[United States Administration]
Sta valutando opzioni che includono la pressione economica e l'azione militare, mantenamente un blocco dei porti iraniani e applicando sanzioni.
[Regional Neighbors (e.g., - Saudi Arabia, Bahrain)]
Presi nel fuoco incrociato del conflitto, affrontano attacchi Houthi e instabilità regionale mentre ospitano asset militari statunitensi che l'Iran prende di mira.
// Citazioni
“Se dovesse verificarsi un'altra aggressione, ci saranno sicuramente cambiamenti significativi nella nostra difesa e nel nostro contrattacco. Cambieremo sicuramente la geografia della guerra.”
“La mia domanda è: se e quando vorrò distruggere l'intero paese, quando lo farò? Farebbero meglio a cambiare il loro comportamento.”
“L'America non ha solo perso una guerra; ha perso un sistema.”