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Stallo diplomatico: Trump sostiene contatti diretti con l'Iran tra smentite di Teheran e condizioni rigide

PUBBLICATO: 20 set 2026 02:12Z · LINGUA: IT

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Stallo diplomatico: Trump sostiene contatti diretti con l'Iran tra smentite di Teheran e condizioni rigide
Cecil · CC BY-SA 3.0 · fonte
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Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono in contatto diretto con l'Iran e che Teheran sta cercando un accordo di pace per porre fine al conflitto in corso, giunto al suo 18esimo giorno. Tuttavia, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi e il capo della sicurezza Mohsen Rezaei hanno smentito con forza tali affermazioni, dichiarando che la diplomazia è stata interrotta dai recenti attacchi militari statunitensi. Teheran insiste sul fatto che non ci saranno negoziati finché Washington non aderirà al Memorandum d'Intesa (MOU) di giugno, che prevede la revoca delle sanzioni e la fine del blocco navale. La situazione di stallo persiste mentre le forze Houthi intensificano gli attacchi contro le infrastrutture saudite e i prezzi globali del petrolio rimangono volatili intorno ai 100 dollari al barile.

// Contesto

Il conflitto attuale fa seguito al crollo di un Memorandum d'Intesa (MOU) di giugno in cui gli Stati Uniti avevano concordato un cessate il fuoco in Libano e la revoca delle sanzioni. Trump ha dichiarato il MOU decaduto a luglio, portando a un'escalation delle ostilità. La guerra ha provocato un'impennata dei prezzi globali del petrolio, creando pressioni politiche negli Stati Uniti in vista delle elezioni di medio termine di novembre.

// Sviluppi chiave

  • Il presidente Trump sostiene che l'Iran stia 'supplicando' per un accordo e conferma un contatto 'diretto' con Teheran.
  • Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi nega i recenti contatti, accusando Trump di 'uccidere la diplomazia' con attacchi militari illegali.
  • Teheran chiede che gli Stati Uniti soddisfino sette condizioni, tra cui la revoca del blocco navale e lo sblocco dei beni congelati, prima della ripresa dei colloqui.
  • Il conflitto è entrato nel suo 18° giorno, in concomitanza con significativi guadagni militari degli Houthi in Yemen e attacchi a Riad.
  • L'Iran avverte di un potenziale ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) se le pressioni degli Stati Uniti e di Israele continueranno.

// Cronologia

  1. Gli U.S. e l'Iran firmano un Protocollo d'Intesa (MOU) per de-escalare le tensioni.

  2. Il Presidente Trump dichiara che il protocollo d'intesa (MOU) è nullo, denunciando violazioni e riprendendo la pressione militare.

  3. Trump dice ai giornalisti che la guerra è vicina alla fine e che è stato in contatto 'diretto' con l'Iran.

  4. I funzionari iraniani rilasciano negazioni formali di contatti diretti e elencano sette condizioni per future negoziazioni.

  5. Gli Houthi rivendicano attacchi contro siti sensibili a Riyadh e un impianto Aramco a Yanbu.

// Prospettive

[Donald Trump]

Sostiene che l'Iran sia disperato per un accordo, ma afferma che le condizioni attuali non sono ancora 'abbastanza buone' perché gli Stati Uniti possano firmare.

[Iranian Government]

Respinge la narrazione di una richiesta di pace e pretende la piena conformità degli Stati Uniti al memorandum d'intesa di giugno prima di qualsiasi dialogo.

[Saudi Arabia]

Esprime preoccupazione per l'avanzata degli Houthi e cerca un maggiore sostegno militare per proteggere gli hub energetici come Yanbu.

// Citazioni

“L'Iran desidera molto concludere un accordo. Vedremo come andrà a finire.”

[Donald Trump] — Rispondendo ai giornalisti riguardo l'attuale fase della guerra e le potenziali negoziazioni.

“Qualsiasi affermazione contraria sembra mirata esclusivamente a trarre in inganno i trader di petrolio e il pubblico.”

[Seyed Abbas Araghchi] — Negando le affermazioni degli Stati Uniti secondo cui l'Iran ha avviato un contatti diretti per i colloqui di pace.

“Nessun colloquio finché non verranno soddisfatte le condizioni dell'Iran.”

[Mohsen Rezaei] — Affermando la posizione del Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale riguardo alla ripresa della diplomazia.
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