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Al-Burhan del Sudan rifiuta i colloqui di pace e si impegna per una vittoria militare totale contro le RSF
PUBBLICATO: 8 ott 2026 19:13Z · LINGUA: IT
Il generale Abdel Fattah al-Burhan, capo delle Forze Armate Sudanesei (SAF) e del Consiglio di Sovranità di Transizione, ha esplicitamente escluso ogni negoziazione con le Forze di Supporto Rapido (RSF) paramilitari, impegnandosi a riconquistare tutto il territorio nazionale con la forza. Parlando nello Stato del Nord, al-Burhan ha liquidato i discorsi sulla pace definendoli "sciocchezze" e ha insistito su una soluzione militare per "estirpare la ribellione". Questa posizione intransigente emerge nonostante le rinnovate pressioni diplomatiche degli Stati Uniti e un peggioramento della crisi umanitaria che ha causato lo spostamento di circa 13-14 milioni di persone. Nel frattempo, i pesanti combattimenti continuano, con segnalazioni di letali attacchi con droni delle RSF a Damazin e vittime civili nel Kordofan Occidentale mentre l'esercito avanza verso En Nahud.
// Contesto
La guerra civile in Sudan è scoppiata nell'aprile 2023 a causa di una lotta di potere tra il generale al-Burhan e il leader delle RSF Mohamed Hamdan Dagalo ('Hemedti') sull'integrazione della forza paramilitare nell'esercito nazionale. Questo conflitto è seguito a un colpo di stato militare del 2021 che ha smantellato un fragile accordo di condivisione del potere tra leader militari e civili stabilito dopo la deposizione, nel 2019, del dittatore di lunga data Omar al-Bashir.
// Sviluppi chiave
- Al-Burhan respinge i negoziati, definendoli "sciocchezze" e insistendo sulla vittoria militare totale per rimuovere le RSF.
- Il conflitto ha sfollato tra i 13 e i 14 milioni di persone e ucciso decine di migliaia di individui dall'aprile 2023.
- Gli attacchi con drone delle RSF a Damazin, nello Stato del Nilo Azzurro, hanno ucciso quattro donne e danneggiato una moschea e un istituto tecnico.
- Il consulente senior degli Stati Uniti Massad Boulos ha incontrato al-Burhan in Egitto per sostenere una transizione guidata dai civili e una tregua di 90 giorni.
- L'esercito sudanese segnala progressi strategici nel Kordofan settentrionale e occidentale, avanzando verso le città di En Nahud e Al Khuway.
// Cronologia
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Scoppio della guerra tra le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido.
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Il Dipartimento di Stato americano dichiara che nessuna delle due parti rappresenta un governo costituzionale legittimo.
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Il consigliere americano Massad Boulos incontra al-Burhan in Egitto per discutere di una potenziale tregua di 90 giorni.
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Al-Burhan si rivolge ai sostenitori a Merowe, nello Stato Settentrionale, respingendo pubblicamente tutti i negoziati.
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Segnalati attacchi con droni delle RSF a Damazin; 10 civili uccisi nel villaggio di Abu Ajal, nel Kordofan Occidentale.
// Prospettive
[Abdel Fattah al-Burhan (SAF)]
Respinge ogni compromesso diplomatico, insistendo sul fatto che solo una totale sconfitta militare delle RSF porrà fine al conflitto.
[United States Government]
Sostiene che nessuna delle due fazioni in guerra sia un governo legittimo e preme per una tregua umanitaria di 90 giorni e una transizione civile.
[Rapid Support Forces (RSF)]
Continua le operazioni offensive e gli attacchi con droni, essendo presumibilmente sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti.
[International Organization for Migration (IOM)]
Si concentra sul catastrofico impatto umanitario, segnalando sfollamenti di massa e il deterioramento della sicurezza nello stato del Nilo Blu.
// Citazioni
“Non abbiamo negoziati o discussioni con nessuno... è un'assurdità.”
“La pace potrebbe essere raggiunta attraverso un dialogo nazionale inclusivo, guidato e posseduto dai sudanesi, e una transizione verso un governo guidato da civili.”
“L'opzione militare continuerà finché le RSF non saranno rimosse dal Sudan.”