// DOSSIER — iran-rejects-oman-strait-hormuz-control-proposal
L'Iran rifiuta la proposta di Oman del 50-50 per lo Stretto di Hormuz, richiede maggiore controllo
PUBBLICATO: 30 lug 2026 06:57Z · LINGUA: IT
L'Iran ha ufficialmente rifiutato una proposta dell'Oman per una gestione condivisa al 50% dello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura marittima critico. Teheran ha invece presentato una controproposta che mira a un controllo dominante della supervisione di entrambe le rotte di navigazione in entrata e in uscita. Questa frizione diplomatica segue un periodo di conflitto tra l'Iran e una coalizione USA-Israele, che ha portato alla chiusura dello Stretto in febbraio 2026. Mentre il piano dell'Oman, sostenuto dal GCC, suggerisce un modello di tasse volontarie simile a quello dello Stretto di Malacca, l'Iran sta spingendo per tasse di servizio obbligatorie fino a 1 milione di dollari per nave per finanziare la ricostruzione post-bellica. I negoziati rimangono in una fase di impasse, poiché l'Iran avverte che la via d'acqua rimarrà chiusa se i suoi termini non saranno soddisfatti.
// Contesto
Lo Stretto di Hormuz è stato chiuso a febbraio 2026 a seguito di attacchi USA-israeliani all'Iran. Un MoU del 17 giugno mirava a riaprire la via d'acqua per 60 giorni, ma termini vaghi riguardanti il controllo territoriale e le rotte di transito hanno portato a rinnovate ostilità. Prima del conflitto, lo stretto era trattato come una via d'acqua internazionale nonostante passasse attraverso le acque territoriali iraniane e omanite.
// Sviluppi chiave
- L'Iran ha rifiutato la proposta di gestione congiunta 50-50 dell'Oman per lo Stretto di Hormuz.
- La controproposta di Teheran richiede il controllo dell'intera rotta in entrata e di parte della rotta in uscita.
- Il modello dell'Oman si basa sul sistema di contributi volontari dello Stretto di Malacca.
- L'Iran propone tasse di servizio obbligatorie fino a 1 milione di dollari per nave per la ricostruzione.
- Lo Stretto di Hormuz gestisce circa il 20% delle forniture globali di petrolio e GNL.
- Il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) ha espresso sostegno al piano di gestione regionale dell'Oman.
// Cronologia
-
Gli Stati Uniti e Israele lanciano attacchi contro l'Iran; lo Stretto di Hormuz viene chiuso poco dopo.
-
L'IRGC pubblica una mappa delle rotte consentite per le spedizioni approvate per evitare presunte mine.
-
L'Iran e gli Stati Uniti firmano un Memorandum d'Intesa (MoU) per riaprire lo stretto per 60 giorni.
-
I combattimenti cessano dopo una settimana di rinnovati attacchi statunitensi-iraniani e contrattacchi.
-
L'Iran rifiuta ufficialmente la proposta di gestione 50-50 dell'Oman tramite l'emittente statale.
-
I ministri degli Esteri del GCC si riuniscono per discutere della sicurezza regionale e della proposta omanita.
// Prospettive
[Iran]
Cerca il controllo sovrano e tasse obbligatorie per sfruttare la sua posizione strategica e finanziare la ricostruzione.
[Oman]
Sostiene un meccanismo regionale collaborativo con tasse volontarie per ripristinare la stabilità e il commercio.
[GCC]
Sostiene il piano di gestione regionale dell'Oman per garantire la sicurezza regionale e il flusso economico.
[Stati Uniti]
Si oppongono al controllo unilaterale iraniano; gli analisti di mercato suggeriscono che gli Stati Uniti potrebbero riconsiderare l'imposizione di proprie tasse a seconda dell'esito.
// Citazioni
“L'Oman ci ha proposto la creazione di una rotta nello Stretto di Hormuz, con il 50 percento di essa situata nelle nostre acque territoriali e il 50 percento nelle acque territoriali omanite.”
“La nostra proposta è che una rotta si trovi interamente all'interno delle acque territoriali della Repubblica Islamica dell'Iran... affinché l'Iran possa esercitare efficacemente la supervisione sia sul traffico in entrata che in uscita.”
“Il piano non aveva alcuna possibilità di successo.”