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Controversia NAZA: Allegazioni di un whistleblower-e rispetto alle smentite dell'IDF

PUBBLICATO: 10 ott 2026 18:12Z · LINGUA: IT

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Controversia NAZA: Allegazioni di un whistleblower-e rispetto alle smentite dell'IDF
Martin Kraft · CC BY-SA 4.0 · fonte

I filmaker Israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor hanno scatenato una grande controversia internazionale e domestica con il loro documentario 'NAZA' (in ebraico per 'Danni Collaterali'). Il film, che ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Festival del Cinema di Venezia, presenta la testimonianza di 2thought}{

// Contesto

Il documentario 'NAZA' arriva tre anni dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. Il titolo si riferisce a 'nezek agavi', un termine militare ebraico per danni collaterali. L'uscita del film segue anni di inchieste giornalistiche sull'uso da parte dell'IDF di sistemi di IA come 'Lavender' e 'Where's Daddy?' per identificare i bersagli a Gaza, una pratica che ha attirato l'attenzione di gruppi internazionali per i diritti umani e dell'ONU.

// Sviluppi chiave

  • I cineasti sostengono che la loro indagine sia supportata da oltre 100 fonti, inclusi alti comandi coinvolti nelle autorizzazioni degli attacchi.
  • L'IDF nega categoricamente di aver approvato attacchi con un limite di 500 vittime civili e sostiene che l'IA sia utilizzata solo per raccomandazioni di obiettivi, non per decisioni finali.
  • I registi Yuval Abraham e Rachel Szor hanno ricevuto minacce di morte e richieste da parte del Primo Ministro Netanyahu di privarli della cittadinanza.
  • Un contro-documentario intitolato 'NAZA: The Real Story' è stato rilasciato da ufficiali di riserva dell'IDF che presenta testimonianze di soldati a nome proprio.
  • La controversia coincide con rapporti di oltre 74.000 morti palestinesi e nuove accuse dell'IDF secondo cui Hamas sta spostando armi in ospedali e scuole.

// Cronologia

  1. NAZA vince il Premio Speciale della Giuria alla 83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

  2. Le IDF pubblicano una lunga smentita ufficiale riguardo alle affermazioni del film.

  3. The Guardian rivela che la ricerca del film ha coinvolto oltre 100 fonti per confutare le accuse delle IDF sull'uso di fonti definite "junior".

  4. Il film esce nelle sale cinematografiche statunitensi, scatenando proteste e rinnovati dibattiti sugli aiuti militari a Israele.

  5. I rapporti delle IDF indicano che Hamas sta riprendendo il trasferimento di armi nelle infrastrutture civili come il Nasser Hospital.

// Prospettive

[Yuval Abraham and Rachel Szor]

Sostengono che i sistemi di targeting dell'IDF rappresentano una "temeraria" negligenza nei confronti della vita civile e che il pubblico deve affrontare la realtà della guerra guidata dall'intelligenza artificiale.

[Israeli Defense Forces (IDF)]

Sostengono che il film sia una distorsione della realtà che ignora l'uso di scudi umani da parte di Hamas e gli sforzi dell'esercito per ridurre al minimo i danni ai civili.

[Israeli Government Officials]

Hanno condannato il film definendolo "antisemita" e "traditore", e alcuni hanno chiesto azioni legali contro i registi.

[The Guardian and International Media]

Sostengono il reportage del film, facendo notare che le sue conclusioni sul targeting basato sull'intelligenza artificiale sono state corroborate da altre grandi testate giornalistiche.

// Citazioni

“Il tentativo dell'IDF di dipingere i 24 partecipanti di NAZA come ufficiali di basso rango coinvolti solo nelle fasi iniziali del processo di puntamento è falso.”

[Portavoce di The Guardian] — In risposta ai tentativi dei militari israeliani di screditare le fonti del documentario.

“Gran parte di ciò che viene descritto è stato fatto con i soldi dei contribuenti americani. Il mio paese l'ha fatto, ma non sarebbero mai stati in grado di farlo senza il supporto americano.”

[Yuval Abraham] — Durante la prima di New York riguardo al ruolo degli aiuti militari statunitensi nel conflitto di Gaza.

“Il film contiene sostanziali errori fattuali, priva le decisioni militari del contesto essenziale ed eleva le speculazioni di intervistati anonimi a conclusioni.”

[Dichiarazione ufficiale dell'IDF] — La risposta formale dei militari alle accuse di puntamento indiscriminato di civili.

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