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Il Regno Unito impone sanzioni agli insediamenti in Cisgiordania, scatenando uno scontro diplomatico con Israele
PUBBLICATO: 9 set 2026 09:12Z · LINGUA: IT
L'8 settembre 2026, il Segretario agli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato ampie restrizioni commerciali e sanzioni mirate agli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata, dichiarando l'occupazione stessa "illegittima" e accusando i "terroristi coloni」" di commettere "pulizia etnica" contro i palestinesi. Il cambio di politica, guidato dal nuovo governo laburista del Primo Ministro Andy Burnham, è stato coordinato con altre 11 nazioni, tra cui Francia e Canada. Israele ha reagito prontamente chiudendo il consolato britannico a Gerusalemme Est, vietando l'ingresso a 11 parlamentari britannici e sospendendo le iniziative militari e di addestramento congiunte. La mossa ha suscitato forti critiche dagli Stati Uniti, che hanno escluso azioni simili, cũng come dai leader dell'opposizione britannica e dalle organizzazioni ebraiche britanniche, che hanno avvertito che ciò potrebbe alimentare l'antisemitismo.
// Contesto
Le sanzioni segnano un importante cambio di politica estera sotto il Primo Ministro britannico Andy Burnham, entrato in carica a luglio 2026, allontanandosi dalla posizione delle amministrazioni precedenti. La decisione arriva in un contesto di crescente preoccupazione internazionale per la violenza senza precedenti dei coloni e l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania, che i critici sostengono mini la fattibilità di una soluzione a due stati. L'azione del Regno Unito è stata coordinata con una coalizione di 12 nazioni, tra cui Francia e Canada, che hanno firmato una dichiarazione congiunta impegnandosi a imporre restrizioni commerciali agli insediamenti illegali.
// Cronologia
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Andy Burnham assume il potere come Primo Ministro del Regno Unito, aprendo la strada a un cambiamento nella politica del Regno Unito verso Israele.
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Il Segretario degli Esteri del Regno Unito Ed Miliband annuncia divieti commerciali e sanzioni contro gli insediamenti in Cisjordania nella Camera dei Comuni.
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Una coalizione di 12 paesi, tra cui Francia e Canada, rilascia una dichiarazione congiunta impegnandosi a imporre restrizioni commerciali sugli insediamenti illegali.
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Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar annuncia misure retaliative, tra cui la chiusura del consolato del Regno Unito a Gerusalemme Est e il divieto di ingresso per 11 parlamentari britannici.
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L'ambassadeur américain Mike Huckabee et les figures de l'opposition britannique ont publiquement critiqué les sanctions du Royaume-Uni.
// Prospettive
[Governo del Regno Unito (Laburista)]
Sostiene una soluzione a due stati, ritiene illegale l'occupazione della Cisgiordania e mira a ritenere responsabili i "terroristi coloni" per la violenza e la pulizia etnica attraverso divieti commerciali mirati.
[Governo israeliano]
Condanna le sanzioni come un'interferenza ostile e moralmente distorta, reagendo con chiusure diplomatiche, divieti di ingresso per i parlamentari britannici e accuse di antisemitismo.
[Stato Uniti d'America]
Si oppone alle misure del Regno Unito, con funzionari che le definiscono discriminatorie e confermano che gli Stati Uniti non implementeranno sanzioni simili.
[Opposizione conservatrice del Regno Unito]
Critica le sanzioni come un "boicottaggio de facto" di Israele che rischia di alimentare l'antisemitismo e di dare slancio agli estremisti politici nelle prossime elezioni in Israele.
[Organizzazioni ebraiche britanniche (Board of Deputies & Jewish Leadership Council)]
Esprimono profondo rammarico e angoscia, avvertendo che le misure cedono alla pressione degli estremisti e potrebbero pegare la retorica interna.
// Citazioni
“Il governo britannico concorda sul fatto che sia in atto una pulizia etnica dei palestinesi nelle aree della Cisgiordania, perpetrata da coloni terroristi.”
“Oggi introduciamo misure mirate non contro il popolo israeliano, ma a sostegno della soluzione a due Stati...”
“La mossa britannica è moralmente distorta e costituisce una palese interferenza negli affari di uno Stato sovrano...”
“Sento che si tratti di una discriminazione contro il governo israeliano. È una discriminazione contro il popolo ebraico.”