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Due petroliere colpite nello Stretto di Hormuz mentre si intensifica il conflitto marittimo tra Stati Uniti e Iran
PUBBLICATO: 23 set 2026 09:04Z · LINGUA: IT
Il 21 settembre 2026, due petroliere commerciali sono state colpite da proiettili o detriti in incidenti separati mentre transitavano nello Stretto di Hormuz. Il primo incidente ha coinvolto una petroliera battente bandiera britannica in rotta d'ingresso, identificata come La Stephanie, colpita da un proiettile sconosciuto — segnalato dalle società di sicurezza come un drone — che ha causato ferite lievi a due membri dell'equipaggio. Il secondo incidente ha coinvolto una nave gpl in uscita colpita da detriti di proiettili sconosciuti senza vittime segnalate. Entrambe le navi sono rimaste operative e hanno proseguito verso i successivi porti di scalo. Questi attacchi avvengono in un contesto di minaccia 'grave' e di blocchi contrapposti tra Stati Uniti e Iran, che hanno ridotto il traffico commerciale nella strategica via d'acqua a una frazione dei livelli prebellici.
// Contesto
L'attuale conflitto marittimo fa parte di una più ampia guerra tra Stati Uniti e Iran iniziata il 28 febbraio 2026. Lo Stretto di Hormuz è un punto di strozzatura energetico globale fondamentale che in precedenza gestiva circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno. Dallo scoppio delle ostilità, entrambe le nazioni hanno attuato blocchi contrapposti, portando a un netto aumento degli attacchi al naviglio mercantile e a prezzi globali del diesel ai massimi storici.
// Sviluppi chiave
- Due distinti attacchi marittimi si sono verificati il 21 settembre 2026, coinvolgendo una petroliera in entrata e una nave GPL in uscita.
- La petroliera battente bandiera britannica La Stephanie ha riportato due feriti lievi tra l'equipaggio a seguito di un sospetto attacco con drone.
- Il Joint Maritime Information Center (JMIC) mantiene un livello di minaccia 'GRAVE', segnalando almeno cinque incidenti dal 16 settembre.
- Il traffico navale commerciale è crollato da circa 125 navi al giorno prima della guerra a sole 17 transiti visibili al giorno.
- L'IRGC iraniano ha avvertito di 'cambiamenti significativi' nella difesa e dell'introduzione di 'nuove armi' in caso di ulteriori aggressioni.
- Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito di aver reindirizzato 110 navi commerciali al 21 settembre per garantire il rispetto del blocco.
// Cronologia
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Scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran.
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Tre tre attacchi separati su petroliere registrati nello Stretto di Hormuz, incluso un'inversione di rotta/breccia nello scafo.
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L'IRGC rivendica la responsabilità dell'attacco al petroliere Trend, battente bandiera del Togo, per transito non autorizzato.
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La Stephanie in arrivo colpita da un proiettile/drone; due membri dell'equipaggio rimasti feriti.
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Una cisterna LPG in uscita è stata colpita da detriti provenienti da proiettili incogniti; nessuna vittima segnalata.
// Prospettive
[UK Maritime Trade Operations (UKMTO)]
Organismo di monitoraggio neutrale che segnala incidenti e consiglia cautela senza attribuire colpe specifiche per gli attacchi del 21 settembre.
[Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC)]
Applicazione aggressiva delle regole di transito, rivendicando il controllo sulla via d'acqua come leva contro la pressione economica degli Stati Uniti.
[U.S. Government]
Applicazione di un contro-blocco ai porti iraniani mentre si tenta di mantenere i flussi energetici globali e prevenire la proliferazione nucleare iraniana.
[Joint Maritime Information Center (JMIC)]
Focalizzata sulla valutazione del rischio, classifica la minaccia di un'azione ostile deliberata come 'altamente probabile' nelle attuali condizioni.
// Citazioni
“Se dovesse verificarsi una nuova aggressione, ci saranno sicuramente cambiamenti significativi nella nostra difesa e nella nostra controffensiva... cambieremo sicuramente la geografia della guerra.”
“La mia domanda è: se e quando faccio saltare in aria l'intera nazione? È meglio che si comportino bene.”
“Abbiamo confermato che non stiamo prendendo di mira gli Stati Uniti, o qualsiasi altra nazione, nello stretto, con l'unica eccezione del nemico saudita.”