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Israele vieta l'ingresso in paese a due eurodeputati svedesi per presunta attività anti-israeliana
PUBBLICATO: 25 ago 2026 00:44Z · LINGUA: IT
Il 24 agosto 2026, Israele ha vietato l'ingresso nel paese ai membri del Parlamento europeo svedesi Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin del Partito della Sinistra, che dovevano visitare la Cisgiordania occupata e Gerusalemme Est. Il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha ordinato il divieto di ingresso in base alla Legge sull'Ingresso di Israele, accusando i legislatori di diffondere false accuse di genocidio e carestia a Gaza e di sostenere la prosecuzione di israeliani in tribunali internazionali. Sjöstedt ha respinto l'etichetta 'anti-israeliana', affermando che la sua opposizione è rivolta alle politiche governative, while Palestinian officials condemned the ban as an attempt to silence international scrutiny.
// Contesto
La Legge per l'Ingresso in Israele è stata ampliata dalla Knesset nel febbraio 2025. L'ampliamento ha esteso i divieti esistenti per i sostenitori del boicottaggio a individui che negano l'Olocausto o i massacri del 7 ottobre 2023, così come a coloro che sostengono la prosecuzione di cittadini israeliani o soldati dell'IDF in tribunali stranieri. Nel corso del 2025, Israele ha utilizzò queste normative per vietare l'ingresso a diverse delegazioni europee, incluindo British Labour MPs and 27 left-wing French lawmakers.
// Sviluppi chiave
- Israele ha negato l'ingresso agli eurodeputati svedesi Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin, che avevano in programma di visitare le aree controllate dall'Autorità Palestinese, compresi i campi profughi e Save the Children.
- Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha invocato la legge sull'ingresso di Israele, adducendo come motivazione la promozione da parte degli eurodeputati di procedimenti legali internazionali contro gli israeliani e le accuse di genocidio a Gaza.
- Sjöstedt ha respinto l'etichetta di "anti-israeliano", precisando di opporsi alla politica del governo israeliano ma di riconoscere il diritto di esistenza di Israele e di condannare gli attacchi del 7 ottobre.
- Il ministro degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard ha difeso la sovranità nazionale sulle normative d'ingresso, chiedendosi perché gli eurodeputati abbiano scelto di viaggiare nonostante gli avvisi di viaggio in corso.
- L'incidente fa seguito a una serie di simili dinieghi d'ingresso nel 2025 che hanno preso di mira legislatori europei, britannici e francesi.
// Cronologia
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La Knesset espande la legge per l'ingresso in Israele; una delegazione del Parlamento europeo annulla il suo viaggio dopo che due legislatori sono stati esclusi.
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Duei deputati britannici del Partito Laburista gli viene negato l'ingresso all'aeroporto Ben Gurion; più tardi nello stesso mese, Israele annulla i visti per 27 funzionari francesi di sinistra.
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I MEP dell'Unione Europea Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin sono stati impediti di entrare in Israele mentre erano in viaggio verso la Cisgiordania, fermati durante il transito ad Atene e al check-in.
// Prospettive
[Ministero degli Affari Esteri israeliano]
Afferma che i membri del Parlamento europeo agiscono costantemente contro Israele diffondendo false accuse di genocidio e carestia, e devono essere esclusi ai sensi della Legge sull'ingresso in Israele.
[Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin]
Sostengono di opporsi all'occupazione illegale e alle politiche governative piuttosto che a Israele stesso, e mirano a documentare le condizioni umanitarie nella Cisgiordania.
[Swedish Foreign Ministry]
Il Ministero degli Affari Esteri svedese riconosce che è stata fornita assistenza consolare, ma sostiene che Israele abbia l'autorità sovrana sulle proprie normative di ingresso e osserva le avvisi di viaggio esistenti.
[Palestinian National Council]
Condanna il divieto come un tentativo autoritario di mettere a tacere i critici internazionali e di ignorare il diritto internazionale riguardante l'attività parlamentare.
// Citazioni
“Sono contrario alla politica del governo israeliano verso la Palestina.”
“Perché Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin abbiano comunque scelto di recarsi lì è qualcosa a cui loro stessi devono rispondere.”
“un tentativo di imporre il silenzio con la forza e trasformare le critiche all'occupazione in un'accusa, in chiaro spregio del diritto internazionale e dell'immunità morale concessa all'attività parlamentare”