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L'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania scatena condanne globali e un'escalation regionale
PUBBLICATO: 26 ago 2026 12:47Z · LINGUA: IT
Israele ha fatto avanzare importanti piani di espansione degli insediamenti nella Cisgiordania occupata, in particolare il controverso progetto E1 e 18 nuovi ordini relativi ad "aree di influenza", attirando dure critiche da parte di Regno Unito, UE e nazioni mediorientali. Il governo britannico ha convocato i diplomatici israeliani e sta valutando un bando commerciale sui beni provenienti dagli insediamenti, mentre le tensioni regionali rimangono alte con l'annuncio da parte dell'Iran di un passaggio a una dottrina militare "offensiva" e una triplicazione della produzione di armi strategiche nel contesto delle continue frizioni marittime nello Stretto di Hormuz.
// Contesto
Il progetto E1 (East One) copre 12 chilometri quadrati tra Gerusalemme Est e l'insediamento di Ma'ale Adumim. Proposto per la prima volta 30 anni fa, è stato ripetutamente ritardato a causa delle pressioni internazionali poiché dividerebbe di fatto la Cisgiordania in due. Dal 1967, Israele ha stabilito circa 160 insediamenti che ospitano 700.000 persone. L'attuale accelerazione fa seguito al ritorno nel 2022 della coalizione di destra di Benjamin Netanyahu e al conflitto regionale intensificatosi dall'ottobre 2023.
// Sviluppi chiave
- Israele ha pubblicato tender per 1.234 unità abitative nell'area E1, una mossa che secondo i critici dividerebbe in due la Cisgiordania e isolerebbe Gerusalemme Est.
- Il Comando Centrale dell'Esercito israeliano ha firmato 18 nuovi ordini che stabiliscono 'aree di influenza' per facilitare la futura espansione degli insediamenti e la legalizzazione degli avamposti.
- Il Ministro degli Esteri del Regno Unito, Ed Miliband, ha convocato l'Incaricato d'Affari israeliano, definendo i piani di insediamento come 'inaccettabili e distruttivi'.
- L'Iran ha riferito un aumento del 300% nella produzione di armi strategiche e un cambiamento nella dottrina militare, passando da una postura difensiva a una offensiva.
- Una coalizione di otto nazioni, tra cui l'Arabia Saudita, la Turchia e l'Egitto, ha rilasciato una dichiarazione congiunta condannando il piano E1 come una 'pericolosa escalation'.
- Il governo del Regno Unito sta considerando il divieto del commercio di beni e servizi con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
// Cronologia
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Il Regno Unito convoca il Chargé d'Affaires israeliano in merito alle offerte per l'insediamento E1.
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Il Belgio condanna formalmente l'espansione dell'insediamento E1.
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*Iran announces a shift to an offensive military doctrine and a tripling of strategic weapons production.*
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I ministri degli esteri di otto nazioni, tra cui l'Arabia Saudita e la Turchia, emettono una condanna congiunta delle politiche di insediamento israeliane.
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Il Comando Centrale dell'Esercito israeliano firma 18 ordini per nuove
// Prospettive
[Regno Unito]
Fortemente contrario all'espansione degli insediamenti, ritenendola una violazione del diritto internazionale e una minaccia alla soluzione a due stati.
[Israele]
Afferma i propri diritti sovrani di costruire in Cisgiordania e rifiuta le critiche internazionali definendole 'paternalistiche' e 'parziali'.
[Iran]
Adotta una postura militare sempre più aggressiva, citando la necessità di resistere all' 'egemonia' attraverso il triplicamento della produzione di armi.
[Palestinian Authority]
Esorta la comunità internazionale a passare dalla condanna verbale a 'misure concrete' per fermare l'annessione delle terre.
// Citazioni
“L'E1 porterebbe a un taglio nel cuore della Palestina e rischierebbe di separare la Cisgiordania dalla Gerusalemme Est occupata, mettendo a rischio la fattibilità di una soluzione a due stati.”
“Il nemico affronta vincoli molto più grandi in una guerra lunga e logorante, mentre la Repubblica Islamica dell'Iran si è preparata da tempo per tali condizioni.”
“È assurdo che la Gran Bretagna faccia lezione al popolo ebraico su dove possa vivere nella sua piccola patria storica.”