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Il Regno Unito cambia politica su Israele-Palestina: divieti sugli insediamenti e dichiarazione di occupazione illegale

PUBBLICATO: 9 set 2026 08:13Z · LINGUA: IT

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Il Regno Unito cambia politica su Israele-Palestina: divieti sugli insediamenti e dichiarazione di occupazione illegale
Alan Stanton · CC BY-SA 2.0 · fonte
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L'8 settembre 2026, il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato una svolta storica nella politica estera britannica, dichiarando formalmente "illegale" l'occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele e introducendo un regime di sanzioni completo. Le nuove misure includono il divieto di importazione e pubblicità di beni provenienti da insediamenti illegali, oltre a sanzioni contro entità che forniscono servizi di costruzione, finanziamento o immobiliari per l'espansione degli insediamenti. Pur ribadendo il legame indissolubile del Regno Unito con il popolo israeliano e il suo impegno per la sicurezza di Israele contro le minacce di Iran e Hamas, Miliband ha citato la "pulizia etnica" in Cisgiordania e un'"inaccettabile" crisi umanitaria a Gaza come motivi alla base di questo azzeramento della politica. Il Regno Unito sta coordinando queste restrizioni commerciali con una coalizione internazionale che comprende Francia e Canada.

// Contesto

Il cambiamento di politica fa seguito a un parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) del 2024, il quale ha concluso che l'occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele è illegale. Ciò avviene sullo sfondo di livelli record di violenza da parte dei coloni in Cisgiordania e di una prolungata crisi umanitaria a Gaza a seguito degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.

// Sviluppi chiave

  • Dichiarazione ufficiale del Regno Unito che l'occupazione israeliana dei territori palestinesi è illegale secondo il diritto internazionale.
  • Implementazione di un divieto di importazione e di pubblicità nel Regno Unito per le merci provenienti da insediamenti illegali.
  • Introduzione di un 'doppio blocco' sulle esportazioni di armi, rifiutando le licenze che contribuiscono materialmente all'occupazione.
  • Nuove sanzioni mirate a coloni estremisti e aziende che facilitano le infrastrutture e il finanziamento degli insediamenti.
  • Ripristino di importanti sanzioni economiche all'Iran e segnalazione delle violazioni nucleari al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
  • Formazione di una coalizione diplomatica con Francia e Canada per rispecchiare le restrizioni commerciali sugli insediamenti.
  • Stanziamento di 250 milioni di sterline per la sicurezza della comunità nel Regno Unito per combattere l'antisemitismo crescente.

// Cronologia

  1. Accordi di pace di Oslo firmati; all'epoca vivevano circa 270.000 coloni nei territori occupati.

  2. Hamas compie attacchi terroristici atroci in Israele, portando al conflitto attuale.

  3. Il governo israeliano pubblica i bandi di gara E1 per oltre 1.200 case, una mossa che il Regno Unito sostiene renda inviabile una soluzione a due stati.

  4. Il Segretario degli Esteri Ed Miliband annuncia il nuovo regime di sanzioni e lo status 'illegale' dell'occupazione in Parlamento.

  5. Israele annuncia misure diplomatiche di ritorsione, inclusa la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme.

  6. Il Regno Unito è previsto che ospiti il summit J7 per coordinare gli sforzi internazionali contro l'antisemitismo.

// Prospettive

[UK Foreign, Commonwealth & Development Office]

Sostiene che la soluzione a due stati sia venga sistematicamente distrutta dall'espansione degli insediamenti e che il Regno Unito debba agire per far rispettare il diritto internazionale.

[Israeli Government]

Rifiuta le affermazioni del Regno Unito definendole 'bugie' e ha avviato misure di ritorsione, tra cui la chiusura del Consolato britannico a Gerusalemme e il divieto di ingresso per alcuni parlamentari.

[Quakers in Britain]

Accoglie le sanzioni come un cambiamento atteso da tempo, ma sostiene la sospensione dell'Accordo di partenariato e commercio tra il Regno Unito e Israele.

[UK Jewish Leadership]

Si dice divisa; mentre condanna la violência degli insediamenti, alcune organizzazioni hanno espresso preoccupazione che le misure possano normalizzare il sentimento anti-israeliano.

// Citazioni

“Il governo britannico concorda sul fatto che vi sia una pulizia etnica dei palestinesi nelle aree della Cisgiordania, perpetrata da coloni terroristi.”

[Ed Miliband] — Nel corso di una dichiarazione orale alla Camera dei Comuni sulla situazione in Cisgiordania.

“Il nostro disaccordo non è con il popolo di Israele, con il quale il Regno Unito ha legami incrollabili. Il nostro disaccordo riguarda la condotta del suo governo.”

[Ed Miliband] — Distinguendo tra lo Stato di Israele e le specifiche politiche dell'amministrazione Netanyahu.

“La Gran Bretagna sta agendo contro Israele... diffondendo oltraggiose bugie.”

[Gideon Saar] — La risposta del Ministro degli Esteri israeliano al cambio di rotta della politica britannica e all'annuncio delle sanzioni.

“Qualsiasi misura inferiore a un pacchetto completo... rischia ancora una volta di affrontare i sintomi lasciando intatta la causa.”

[Quakers in Britain] — Una dichiarazione che accoglie con favore il nuovo approccio del Regno Unito, chiedendo al contempo ulteriori azioni, tra cui un embargo totale sulle armi.
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