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Regno Unito, Francia e Canada impongono ampie sanzioni commerciali sugli insediamenti israeliani in Cisgiordania
PUBBLICATO: 9 set 2026 17:15Z · LINGUA: IT
L'8 settembre 2026, Regno Unito, Francia e Canada hanno annunciato divieti commerciali coordinati e sanzioni su beni e servizi originari degli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata. Sostenute da una coalizione di 12 nazioni occidentali, le misure mirano all'espansione degli insediamenti, in particolare al controverso progetto E1, e affrontano la crescente violenza dei coloni, che il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha definito "pulizia etnica". In risposta, Israele ha reagito chiudendo il consolato britannico a Gerusalemme Est, bandendo diversi politici britannici e interrompendo l'addestramento congiunto per la sicurezza, mentre gli Stati Uniti si sono rifiutati di aderire alle sanzioni.
// Contesto
La Cisgiordania ha registrato una massiccia espansione degli insediamenti israeliani, con una popolazione di coloni passata da 270.000 nel 1993 a circa 770.000 oggi. Il fattore scatenante immediato dell'attuale crisi diplomatica è il progetto di insediamento E1 di Israele, che prevede la costruzione di 1.200 case a est di Gerusalemme. Questo progetto collegherebbe Gerusalemme a Ma'ale Adumim, dividendo di fatto in due la Cisgiordania e impedendo la creazione di uno Stato palestinese contiguo e vitale. Sebbene le nazioni occidentali abbiano storicamente condannato questi insediamenti come illegali secondo il diritto internazionale, questa azione coordinata rappresenta il primo grande passaggio dalla condanna retorica a sanzioni economiche concrete da parte dei principali alleati del G7.
// Sviluppi chiave
- Il Regno Unito, la Francia e il Canada hanno annunciato il divieto di importazione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania.
- Una coalizione più ampia di 12 paesi, tra cui Spagna, Irlanda e nazioni nordiche, ha rilasciato una dichiarazione congiunta a sostegno delle restrizioni commerciali.
- Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha accusato i "coloni terroristi" di condurre una "pulizia etnica" contro i palestinesi in Cisgiordania.
- Le sanzioni prendono di mira il progetto di insediamento E1 che, secondo i critici, dividerebbe in due la Cisgiordania e distruggerebbe la fattibilità di una soluzione a due Stati.
- Israele ha ritorsioni chiudendo il consolato britannico a Gerusalemme Est, bandendo 12 politici britannici (tra cui Jeremy Corbyn) e ponendo fine all'addestramento della sicurezza dell'ANP.
- Gli Stati Uniti, tramite il Segretario di Stato Marco Rubio, si sono rifiutati di aderire alle sanzioni, avvertendo che potrebbero destabilizzare la regione.
- La Nuova Zelanda ha espresso profonda preoccupazione per l'espansione degli insediamenti, ma ha rifiutato di attuare un divieto commerciale, citando la complessità politica.
// Cronologia
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Andy Burnham diventa Prime Minister del Regno Unito, guidando un nuovo governo Laburista che sposta la politica verso Israele.
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Israele apre la partecipazione a bandi di gara pubblici per la costruzione di 1.200 abitazioni nel progetto di insediamento strategicamente sensibile E1.
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Il Primo Ministro del Regno Unito Andy Burnham informa il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul piano di sanzioni imminente durante una telefonata.
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Il Segretario degli Esteri del Regno Unito Ed Miliband annuncia il divieto commerciale sulle colonie in Parlamento; la Francia e il Canada si uniscono alle misure, e una coalizione di 12 paesi emette una stesenamento dichiarazione congiunta di supporto.
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Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ritorsce ordinando la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est e vietando l'ingresso a 12 politici britannici.
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Il Ministro degli Esteri della Nuova Zelanda Winston Peters condanna l'espansione degli insediamenti ma conferma che il paese non aderirà al divieto commerciale.
// Prospettive
[Regno Unito (Governo Laburista)]
Fortemente favorevole alle sanzioni; sostiene che l'espansione degli insediamenti israeliani e la violenza dei coloni costituiscano una 'pulizia etnica' e minaccino la soluzione a due stati.
[Israele (Governo Netanyahu)]
Veementemente contrario; condanna le sanzioni come un'interferenza 'moralmente corrotta' nelle sue imminenti elezioni e ha attuato severe ritorsioni diplomatiche contro il Regno Unito.
[Stati Uniti]
Opposto alle sanzioni; rifiuta di implementare divieti commerciali simili, avvertendo che potrebbero destabilizzare la Cisgiordania in mezzo a tensioni regionali più ampie.
[Nuova Zelanda]
Criticamente favorevole al sentimento ma non partecipante; condanna l'espansione degli insediamenti e la violenza dei coloni ma rifiuta di implementare divieti commerciali a causa della complessità della politica.
[Human Rights Watch]
Strongly supportive; welcomes the trade ban as a long-overdue step toward international law compliance and urges the EU to follow suit.
// Citazioni
“Il governo britannico concorda che vi sia una pulizia etnica dei palestinesi in aree della Cisgiordania—perpetrata da terroristi coloni.”
“La Francia non può, attraverso i suoi scambi commerciali, sostenere una situazione che minaccia la sicurezza sia degli israeliani che dei palestinesi.”
“La mossa britannica è moralmente distorta e costituisce un'evidente interferenza negli affari di uno stato sovrano e nel suo processo elettorale.”